Il concetto di Heritage #lezione 2

Un definizione appropriata è quella fornita da D.T. Herbert (1987), che identifica l’heritage come

il patrimonio che le nuove generazioni ricevono in eredità da quelle del passato, perfettamente conservato e protetto, al fine di preservarlo dal passare degli anni”.

Non si può parlare di heritage, senza considerare la variabile tempo: il tempo fa la storia e quindi anche l’heritage. Il patrimonio ereditato da una generazione all’altra necessita però anche di una collocazione logistica.
Un luogo sulla mappa è anche un posto nella storia” (Rich, 1996): per trasmettere qualcosa che accomuni e che possa essere condiviso, è necessario essere parti della stessa comunità, con gusti e valori allineati.
Il passato in tale ambito non è solo una fotografia di ciò che è stato, ma è anche un’esperienza collettiva da poter tramandare, di cui essere fieri, che si può ripresentare arricchendo il nostro presente, rinnovandosi e riattualizzandosi in modo da influenzare anche il futuro.

Sense of past

Esiste una percezione del passato, definita “sense of past“, da Lowental e Binnery (1981), che ne rappresenta il riflesso ragionato, una visione pensata del vissuto che non è solamente la lista degli eventi che si sono succeduti in epoche differenti, bensì una selezione di quelli che, perfettamente preservati, possiedono il potere di influenzare con successo il presente.

Sense of place

Accanto a questo concetto, si affianca quello di “sense of place“, vale a dire la valorizzazione del luogo ove i fatti si sono svolti e di elementi di quel luogo che assumono carattere simbolico (Walsh, 1992).

L’heritage, quindi, riguarda un insieme di fattori che include i soggetti, la cultura, le attività produttive e i luoghi significativi del passato ove tutto è radicato in maniera forte e permeante. La risultante è una funzione volta a riconsiderare nel presente e per il futuro tutte le dimensioni positive e prestigiose che, così facendo, saranno tramandate e non andranno perdute nel tempo (Uzzell, 1989).