Il brainstorming è solo uno spreco di tempo

28 giugno 2015 on Marketing by amministratore

Nata nelle agenzie pubblicitarie, e sempre più diffusa, questa tecnica creativa di gruppo per trovare nuove idee in realtà non funziona, sostiene Kevin Ashton.

Il brainstorming è stato inventato nel 1939 dal pubblicitario Alex Osborn che ne parlò pubblicamente per la prima volta nel 1942 in un libro dal titolo "How to think up". La definizione di James Manktelow è la seguente: "Il brainstorming è spesso usato nelle imprese per incoraggiare i gruppi a trovare idee originali. E' una riunione informale in cui il leader espone il problema da risolvere e gli altri propongono idee e sviluppano quelle avanzate dai colleghi. Una regola ferrea è il divieto di criticare le proposte, per quanto strambe ed eccentriche, in modo che tutti si sentano liberi di analizzarle con creatività ignorando gli schemi mentali precostituiti. Oltre a produrre ottime soluzioni a problemi specifici, il brainstorming può risultare molto divertente".

Osborn considerava la sua tecnica un vero successo. A riprova della sua efficacia citava spesso le 103 idee per vendere buoni sconto di risparmio in 40 minuti escogitate da un gruppo di dipendenti del dipartimento del tesoro statunitense. Il brainstorming venne subito adottato da aziende ed istituzioni tra cui la DuPont, l'Ibm e il governo degli Stati Uniti. Alla fine del novecento è diventato la norma nei processi creativi di molte società. Oggi è talmente diffuso che sono in pochi a metterlo in discussione. Tutti lo usano, quindi è efficace. Ma funziona davvero?

Il successo del brainstorming poggia sulla tesi che i gruppi producono più idee dei singoli. Un'equipè di ricercatori del Minnesota ha testato questa ipotesi con scienziati e pubblicitari della multinazionale 3M. La metà dei volontari ha lavorato in gruppi di quattro. Gli altri invece hanno lavorato da soli e i loro risultati sono stati poi combinati in maniera casuale come se avessero lavorato in gruppo, contando una sola volta le idee uguali. In tutti i casi, quattro persone che avevano lavorato da sole hanno prodotto dal 30 al 40 per cento di idee in più rispetto a quattro che avevano lavorato in gruppo, ottenendo, inoltre, risultati di qualità superiore: secondo i giudici indipendenti che valutavano il lavoro, i singoli producevano idee migliori del gruppo.

Ulteriori ricerche hanno tentato di stabilire se gruppi più nutriti avessero prestazioni migliori. Lo studio ha confermato che il lavoro individuale è più produttivo di quello collettivo e ha dimostrato che la produttività diminuisce di pari passo con l'aumento dei membri del gruppo.

La conclusione che emerge da queste ricerche è chiara: il modo migliore per creare è lavorare da soli e valutare le soluzioni via via che si presentano. Il modo peggiore è lavorare in gruppi numerosi e rinviare le critiche.

Steve Wozniak, che ha fondato la Apple insieme a Steve Jobs e ha inventato il suo primo computer, dà lo stesso consiglio: "Lavorate da soli. Stando per conto vostro avrete più possibilità di avere idee e creare prodotti rivoluzionari. Evitate le commissioni. Evitate i gruppi."

... Avere delle idee non equivale a essere creativi. La creatività non è ispirazione, ma realizzazione. Le idee ce le hanno in tanti. Solo pochi, però, rendono concreto quello che immaginano.

(estratto dall'articolo di Kevin Ashton, Medium, Stati Uniti sulla rivista Internazionale)

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